eccomi qui con il racconto del Tour des Six ( non de sex, mi raccomando!!), il trekking che ho appena concluso in Vale d’Aosta con (e per) quel pazzoide di mio marito….La situazione é questa, e chi mi segue su Instagram lo sa bene: il raviolo-della-Senette, altrimenti noto come “gnocco”, é un montagnino, un camminatore seriale, un arrampicatore folle, un amante delle salite impervie, del freddo, della fatica, degli zaini sulle spalle, dei rifugi e della polenta al formaggio come premio…..IO NO! Io sarei tipa da sabbia calda, cappello di paglia, un buon libro, anguria a cubetti e tanta crema 50+….ma la vita é fatta di compromessi, no? e la coppia pure….quindi, da ormai sedici anni (16!!!) esiste una sorta di patto che fa più o meno così  “Ok, si va al mare questa estate ma tu mi garantisci almeno XXX – e qui si contrattano i giorni – in montagna!”…

la Valle d’Aosta é nel nostro cuore, in inverno ci motoslittiamo nella nostra micro baita in Val Veny e l’ultimo Yogafestival ci ha ulteriormente fatto innamorare del territorio…bene! Complice la mia amica Alessandra e i suoi racconti delle meraviglie dell’Hotellerie de Mascognaz, ho iniziato a pensare al giro da proporre al marito capriolo….malauguratamente ha preso lui in mano le cartine e così, quella che voleva essere una tranquilla passeggiata fra i prati, é diventata un’avventura: il Tour des Six versione Forti, ovvero un magnifico trekking da fare in sette giorni e sei notti condensato dal mio mangiatore di polenta in una maratona di 4 giorni e tre notti….

in pratica, con la collaborazione di Paola e del team del TD6 (sono veramente bravissimi), Marcello mi ha fregata e, zaino in spalla, mi ha fatta scarpinare il doppio del previsto.

OK…però, adesso, mi tocca ammettere che é stato BELLISSIMOOOO…faticoso, certo, ma meraviglioso. Vi racconto velocissimamente il nostro tour, ma trovate i link a quello vero, l’originale, che é decisamente più confortevole e adatto alle famiglie. (dovete cliccare sui nomi, per aprire i link eh!!!)

abbiamo iniziato con l’Hotellerie de Mascognaz che é davvero un bijou, il concetto di ospitalità che preferisco: una manciata di baite ristrutturate con amore e cure dei dettagli in un contesto da fiaba….il fiume, i prati, le montagne, le mucche, i fiori….una piccola spa e cucina di livello, con personale accogliente e….ti verrebbe voglia di restare lì…

invece 20 kg sulle spalle ( é fondamentale la scelta super oculata dello zaino e delle cose che ci mettete dentro…se non siete abituati a fare trekking qui sotto vi do qualche dritta….quello che vi serve deve stare tutto sulle vostre spalle, quello che manca non potrete trovarlo e quello che portate in più….beh….sulle salite lo sentite tutto!!!)…dicevo…20 kg sulle spalle e una giga colazione da campioni e via per le nostre tappe, due al giorno invece di una….ovvio!!!!!

primo giorno : MASCOGNAZ-ARP ( e qui lunch, polenta e ratatouille + torta) & ARP -ALPENZU GRANDE ( e qui cena e notte….davvero ospitalità stupenda con vin brulè sui pantaloni, lavatrice al volo e chnefflene con speck, panna e zafferano da bissare, dice il marito….per me, stupendi, han fatto arrivare il primo sale appena fatto dai vicini produttori)

secondo giorno: ALPENZU-VIEUX CREST (posto meraviglioso, peccato essersi fermati giusto il tempo di un gustosissimo pranzo a base di polenta grassa = polenta concia, cioè con formaggio, ripassata nel burro ….deliziosaaaa e strudel di mele) & VIEUX CREST -FERRARO ( la rifugista, Fausta, é una forza della natura, innamorata del Nepal, generosa e vera….cena sostanziosa, chiacchiere e nanna con sveglia 5.45 per cercare di battere sul tempo il tempo meteorologico…insomma, evitare la pioggia )

terzo giorno FERRARO-GRAND TOURNALIN-CHENEIL-CHAMOIS……una tappa infinita, lunghissima, in parte sotto la pioggia, con panorami mozzafiato e l’arrivo nel posto che ci ha rubato il cuore: un paesino dove, abitanti e amministrazione illuminati, negli anni ’50 hanno vietato la circolazione di mezzi motorizzati…quindi un’oasi di pace raggiungibile solo a piedi, con gli sci, la funivia o dal cielo….qui la zuppa di pane migliore della mia vita e poi, al Rifugio Ermitage, chiacchiere e stelle e libri e progetti e condivisioni con Antoine e Clarissa che, per me, ha preparato una cena veg con legumi cereali e verdure che nemmeno a Milano in centro.

quarto e ultimo giorno CHAMOIS-ANTAGNOD….ultima fatica, ultima tirata e poi un massaggio nelle Terme Monterosa….la chicca finale per fare pace con spalle, schiena e polpacci (anche i quadricipiti e i piedi, in verità) abbastanza provati.

che dire….ho visto fiori,cascate, marmotte, stambecchi, alpaca, occhi, colli, valli, volti, insetti, piante, cieli che mi hanno riempito il cuore…

ho fatto un sacco di fatica ( più o meno 50 km, una media di 15 km al giorno, sei -sette ore di cammino) e sono stata super fiera di me, di noi…

ho incontrato persone bellissime e ho mangiato e bevuto come un alpino… chi ha seguito le mie IG stories e le mie dirette sa anche molti aneddoti di questi giorni…. ma volevate le info, l’itinerario…ed ecco qui. contenti?

 

PS

l’abbigliamento é fondamentale! io ho usato pantaloni (2 corti, uno lungo) -tshirt (3) e maglia in lana merino di Reda rewoolution di lana? yesss perché ho scoperto  – non lo sapevo fino a poco fa -. che termoregola, é traspirante e non odora! quindi si asciuga addosso e se fa caldo rinfresca e scalda (ovvio) se fa freddo;  calze tecniche (4) non troppo cicciotte, scarponcini Scarpa, guscio e piumino (usati poco ma indispensabili a 2700) di Montura,  mantella per la pioggia, biancheria intima, la mia maglietta con i buchi ( famosa ormai su IG) per il rifugio, sacco nanna, asciugamanino, crema solare, occhiali da montagna, deodorante, spazzolino, dentifricio mignon, bustine monodose di shampoo, spazzola piccola, balsamo e bagnoschiuma, carica telefono, borraccia, libro, crema di arnica forte!!!