sul tappetino si fa pratica per affrontare la vita….io intendo così lo yoga e mi piace pensare, quando srotolo il mio materassino ormai scolorito, che sto iniziando una lezione per migliorare il mio approccio al mondo, per esercitarmi ed essere più preparata fuori dalla scuola. Il mio maestro dice che praticare é come allenarsi per vincere un campionato e che se ci si allena moltissimo ma poi non ci si mette alla prova in gara allora é un pò tempo sprecato…ecco…. io credo che ascoltarmi sul mat, tornare in contatto con me, riprendere consapevolezza del respiro, fare attenzione al mio corpo e alla mia energia, accettare i limiti e le rigidità che cambiano ogni giorno e ogni giorno mi fanno arrivare un millimetro più avanti o più indietro senza un’apparente ragione….cercare il mio instabile equilibrio e guardare in alto, aprire il cuore e abbandonarmi nelle asana….tutto questo, dopo tre anni di intensa pratica, io so che mi aiuta in famiglia, sul lavoro, per la strada, con me stessa e con gli altri.
Questo scrivo per rispondere a chi mi chiede perché faccio yoga e perché ne parlo in tv, sui giornali, in radio, nei miei team building….io faccio yoga perché mi insegna a vivere meglio, ad accettare prima i miei limiti poi quelli degli altri (di mia figlia, di mio marito, di mia madre, di mia sorella, del vicino di casa o del commesso al market sotto casa), perché ho ripreso contatto con la Francy più profonda e più autentica, perché ho imparato a puntare all’essenziale e a fare a meno di molto superfluo, perché il mio corpo mi impone di prestare attenzione ogni volta a parti diverse che sono sottilmente legate a parti diverse di me….perché credo che invecchierò meglio non solo fisicamente, ma come essere umano se non mi arrenderò. E lo penso ogni volta che, provata ma felice, riarrotolo il mio tappetino ormai scolorito.
Namaste