io-yoga…io e lo yoga, un po’ Yo-Yoga…lo sapete, ormai é amore, passione, devozione….non mi vergogno a dirlo, non più…ho finalmente trovato qualcosa ( oltre ai miei figli, a mio marito, all’attenzione e alla cura per uno stile di vita sano e salutare) che da senso alle mie giornate, che da senso non nel senso che prima non ne avessero uno, ma nel senso che le mette in fila, in riga, mette in ordine verso una direzione, verso un senso quello che sono, quello che faccio…oddio, mi sono ingarbugliata e fra poco cito pure il Senso del Blasco ma, insomma, avete capito il senso, vero?

ecco, senza ri-raccontarvi di come ho iniziato (se vi interessa poi lo riscriverò, magari) vi confesso che non so per quale motivo ma la mia posizione ( “asana” in gergo) preferita é quella sulla testa, sirsasana o shirsasana…se siete fra quelli che danno un senso ( rieccoci) al fatto di prediligere una asana fra le tante ( o di odiarne una) ecco…spiegatemi perché mi rende felice stare con i piedi all’insù e invece fatico ( e detesto, anche se é un termine poco yogico) fare il ponte…

ve la racconto così:

è una delle posizioni più note in assoluto dello yoga, é conosciuta anche da chi non pratica e, con il tempo, è diventata un simbolo iconico dell’hatha yoga. In alcuni casi è anche definita “il re” delle asana, grazie ai numerosi benefici che apporta se eseguita correttamente .

scopro però dal Giornale dello Yoga che,malgrado sia considerata una posizione molto importante, non viene in realtà mai menzionata in nessuno dei testi principali dell’hatha yoga, inclusi Gheranda Samhita, Hatha Yoga Pradipika e Shiva Samhita. Anche se questo agli occhi di noi praticanti potrebbe sembrare molto strano, risulta facilmente spiegabile secondo la prospettiva yogica tradizionale indiana. Si tratta di una asana da eseguire sotto la supervisione di una guida esperta e che, se praticata in modo scorretto, potrebbe risultare dannosa e pericolosa, quindi è legittimo pensare che la sua assenza dai testi scritti sia dovuta al fatto che la sua divulgazione era fatta direttamente per via orale da guru a discepolo.

Sirsasana Come si fa

 

a che cosa fa bene? beh…diciamo che é un toccasana fra le asana dello yoga:

Praticare Shirshasana apporta innumerevoli benefici proprio per la  posizione invertita del corpo.

  • Favorisce il ritorno venoso e incrementa il flusso di sangue al cervello; aiuta a ossigenare le cellule cerebrali con un maggiore quantità di sangue aumentandone l’efficienza, la memoria e la capacità di concentrazione
  • Rinforza i vasi cerebrali aumentandone l’elasticità
  • Rivitalizza i centri nervosi, pertanto aiuta a migliorare le disfunzioni nervose e ghiandolari
  • Aiuta a migliorare le disfunzioni sessuali, in quanto tonifica la ghiandola pituitaria che produce gli ormoni sessuali
  • Aumenta il flusso sanguigno al viso e agli occhi migliorando le condizioni della pelle, dei capelli e della vista
  • Facilita il ritorno del sangue venoso dalle gambe verso il cuore
  • Da un punto di vista energetico, permette la sublimazione dell’energia: invertendo il corpo, le energie dei chakra più bassi si muovono verso l’alto, l’energia sessuale e tellurica si possono trasformare in energia spirituale
  • Prepara alla meditazione
  • Da un punto di vista mistico stimola i chakra, apre sushumna nadie pepara il corpo per l’ascesa di kundalini, l’energia latente di ogni essere umano

che ve ne pare?

la provate a fare con me????