wow senette yoga

“Incontro” Francesca Senette una soleggiata mattina di quasi fine marzo. Scrivo “incontro” tra virgolette perché la nostra è una chiacchierata solo telefonica: la quarantena imposta dal coronavirus è realtà ormai già da qualche settimana. Ma l’umore di Francesca non sembra esserne scalfito: oggi farà la sua prima lezione di yoga in diretta live su Instagram ed è molto emozionata. «Lo fanno tutti ormai, ma me lo hanno chiesto in tante. Per me conta poco la perfezione, ma il messaggio.

Poi mi darai il tuo feedback».

Lo yoga è la pratica intorno alla quale ruota la sua vita e che le ha cambiato la vita. «La Francesca di prima, quella del tiggì, per capirci, non piaceva neppure a me. Oggi mi amo di più ed è grazie allo yoga».

«Sono incappata per caso nello yoga, ormai quasi 10 anni fa. Sono sempre stata una fit lover, ed entrai in questa classe, convinta di fare zumba. Quando capii che nulla aveva a che fare con zumba, ma era una lezione di yoga, decisi comunque di rimanere per vedere com’era. E da lì, ne uscii con l’ego massacrato, perché non ero in grado di fare nulla degli esercizi richiesti. Da lì cominciò come una sfida, ma mi rendevo conto che fare questa pratica molto intensa mi dava benessere non solo fisico, ma soprattutto psicologico. E univa tutti i puntini della mia vita, io che ero sempre stata una interessata a un’alimentazione e a stili di vita sani e all’aiuto agli altri».

Da lì, è cominciato un percorso che l’ha portata a diventare maestra di yoga 200ryt, frequentando assiduamente la scuola di Giovanni Formisano, Kriya Yoga Ashram Milano, concludendo l’anno scorso il master 500ryt. E a scrivere “Il piccolo libro dello yoga”, pubblicato da Sonda Edizioni, contenente le 10 parole fondamentali per avvicinarsi allo yoga con maggiore consapevolezza.

«Lo yoga non è solamente un tappetino e qualche esercizio fisico. È una filosofia millenaria, che racchiude un insegnamento per la vita. Io stessa, grazie allo yoga, sono più serena e centrata. Per fare un esempio, dopo tutti questi giorni di reclusione, io che sono un animale sociale, libero, irrequieto, nella vita passata avrei potuto dare di matto. Ora sono più consapevole, più positiva e ottimista: riesco a infondere luce perché ho trovato quel centro di gravità permanente, che tutti abbiamo. Sono meno proiettata al di fuori e più sul dentro».

E proprio a proposito di reclusione e Coronavirus: per molti la paura è l’ostacolo più grande da superare. Lo yoga può aiutare in questo?

«Come dicevo, lo yoga non è solo ginnastica. Può dare tante risposte, se ci si mette ad ascoltare. Lo stato di yoga accade quando si placano le fluttuazioni della mente e questo può succedere mediante la respirazione. Lo yoga ci insegna che tutto è perfetto così come è, questo permette di vivere anche realtà terribili come il momento contingente con una maggiore tranquillità. Non è ciò che accade, ma come lo affrontiamo che fa la differenza: nel momento in cui ci rendiamo conto che l’interpretazione di ciò che viviamo è 100% responsabilità nostra, allora realizziamo che tutto ciò che succede può avere un senso».

La paura ci toglie il respiro, ci blocca le energie positive. Quali asana molto semplici possono rimettere in circolo le energie positive, vitali?

«La prima che consiglio è Sarvangasana, la posizione della candela. Issandosi sulle spalle, vanno posizionate le mani sui lombi a sorreggere le gambe, che puntano verso il cielo. Chi non riesce o soffre di cervicale, può tranquillamente mettere le gambe a squadra contro il muro. È un asana che si prende cura di tutto il corpo, in cui gli organi interni, di solito schiacciati verso il basso, si disammassano e respirano. L’ombelico è ribaltato, quindi si detossina la parte inferiore del corpo. È una posizione calmante che dà tregua al sistema nervoso.

La seconda che consiglio è Paschimottanasana, la posizione della pinza. Seduti con le gambe distese, ci si abbassa, avvicinando il ventre alle cosce e afferrando i piedi (o le caviglie o i polpacci, dove si riesce ad arrivare). Respirando nella posizione e ripetendo il mantra “Ohm” nella mente, si rilassano gambe, spalle e si ripulisce la mente dai pensieri».

A chi consigli di leggere il tuo libro? E perché?

«Il mio libro nasce per rispondere alle domande di base sullo yoga. Mi son resa conto che sugli scaffali vi erano tanti libri o troppo manualistici o troppo tecnici, ma nessuno che si addentrasse sul risvolto filosofico e concettuale. Questo libro vuole essere una prima infarinatura: spesso chi si approccia allo yoga, non sa nemmeno cosa significa yoga o asana. Ma vuole essere anche un approfondimento per chi lo yoga lo conosce, ma non dal punto di vista culturale e teorico».

Tra le 10 parole che hai descritto nel tuo libro, quali sono quelle che hai più a cuore?

«Innanzitutto, Namaste, che non significa buongiorno o grazie, come spesso erroneamente vengono utilizzati nel mondo occidentale. È un saluto che si fa a mani giunte, e significa “Io mi inchino, mi prostro, al divino che c’è in te”. Una manifestazione di gratitudine e di rispetto, che va decisamente ben oltre il nostro ciao, no?

E poi, Yama e Niyama, una sorta di parallelo ai dieci comandamenti cattolici, i precetti dello yoga. Gli Yamasono restrizioni riguardanti il comportamento nella vita sociale, gli Niyama invece riguardano la nostra vita personale, la disciplinano dandole ordine, ritmo e armonia.».

Li abbiamo approfonditi insieme, i primi 5 sono gli Yama; i secondi 5 gli Niyama. Li trovate nella nostra gallery.